{"id":3237,"date":"2021-10-27T00:00:00","date_gmt":"2021-10-27T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/2si.it\/10-buone-pratiche-di-controllo-per-modelli-pro_sam\/"},"modified":"2026-08-10T12:43:57","modified_gmt":"2026-08-10T12:43:57","slug":"10-buone-pratiche-di-controllo-per-modelli-pro_sam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2si.it\/it\/10-buone-pratiche-di-controllo-per-modelli-pro_sam\/","title":{"rendered":"10 Buone pratiche di controllo per modelli PRO_SAM"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">A causa della loro natura non lineare, le analisi Pushover rappresentano una tipologia di analisi particolarmente delicata che non pu\u00f2 essere applicata a qualsiasi edificio senza cognizione di causa. Difatti sono analisi concepite per carpire quello che \u00e8 il comportamento globale della struttura nel suo insieme al fine di individuare una curva di capacit\u00e0 Forza \u2013 Spostamento in grado di definirne la duttilit\u00e0.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La normativa<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">La normativa prevede che le analisi Pushover vengano applicate a strutture \u201csufficientemente regolari\u201d e, per strutture in cemento armato, \u00e8 necessario un <strong>livello di conoscenza LC2 o LC3<\/strong> come indicato nella tabella <strong>C8.5.IV<\/strong>, ovvero non concede la possibilit\u00e0 di eseguire analisi Pushover se le armature derivano da un progetto simulato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/TabC8_5_4-300x111.jpg\" class=\"wp-image-7080 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"222\"><noscript><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-7080 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/TabC8_5_4-300x111.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"222\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma cosa si intende per strutture \u201csufficientemente regolari\u201d? La normativa lega la regolarit\u00e0 alla massa eccitata, infatti per le prime due distribuzioni di forza del gruppo 1 \u00e8 necessario che ci sia un modo di vibrare che da solo attiva il 75% di massa (e questo capita solo per strutture molto regolari), mentre per la terza distribuzione del gruppo 1 occorre considerare un numero di modi che attivi almeno l\u201985% di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gruppi1-2-300x142.jpg\" class=\"wp-image-7085 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"284\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7085 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gruppi1-2-300x142.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"284\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per strutture in muratura la normativa \u00e8 pi\u00f9 concessiva in quanto al paragrafo <strong>7.8.1.5.4<\/strong> indica la possibilit\u00e0 di applicare le prime due distribuzioni del gruppo 1 purch\u00e9 il modo fondamentale attivi almeno il 60% di massa invece del 75%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7-8-1-5-4-300x82.jpg\" class=\"wp-image-7082 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"164\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7082 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7-8-1-5-4-300x82.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"164\"><\/noscript><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">La modellazione<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Il modello a telaio equivalente nella muratura \u00e8 una <strong>rappresentazione semplificata della struttura<\/strong> dove il continuo viene convertito in elementi D2 del tipo maschi, fasce e conci rigidi. \u00c8 fondamentale che il progettista semplifichi la geometria il pi\u00f9 possibile evitando di modellare elementi non strutturali e cercando di identificare gli impalcati chiaramente. Nel caso di cambi di quota tra solai di quantit\u00e0 trascurabili \u00e8 consigliabile modellare tutto l\u2019impalcato alla stessa quota. Nel caso di elementi strutturali di lunghezza trascurabile (ad esempio minore di 1 metro o con luce minore di 1\/3 dell\u2019altezza di interpiano) si pu\u00f2 scegliere di modellarli come aste lineari in maniera che servano solo a portare i carichi verticali e non influenzino le curve di capacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una condizione necessaria affinch\u00e9 sia possibile analizzare la struttura \u00e8 che questa sia dotata di un <strong><em>COMPORTAMENTO GLOBALE<\/em><\/strong> dato per lo pi\u00f9 dalla presenza di <strong><em>piano rigido<\/em><\/strong>, pareti ammorsate e una buona situazione di verifica ai carichi verticali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">PRO_SAM consente di modellare diverse tipologie di solai:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Non rigidi, che trasmettono solo carico;<\/li>\n<li>Rigidi, con una rigidezza membranale personalizzabile in ciascun solaio;<\/li>\n<li>Infinitamente rigidi, grazie alle impostazioni del pannello di controllo di PRO_SAM.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/PannelloControllo-1-300x223.jpg\" class=\"wp-image-7077 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"372\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7077 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/PannelloControllo-1-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"372\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019utilizzo del piano infinitamente rigido comporta una notevole semplificazione del modello numerico poich\u00e9 ogni impalcato si riduce ad avere <strong>3 gradi di libert\u00e0<\/strong> invece di <strong>6*<em>nn<\/em><\/strong> che si hanno senza tale ipotesi, dove <strong><em>nn<\/em><\/strong> rappresenta il numero di nodi appartenenti all\u2019impalcato. Questa riduzione di g.d.l. comporta, oltre a una riduzione dell\u2019onere computazionale, una migliore convergenza delle analisi globali. Si ricorda che l\u2019opzione di piano infinitamente rigido entra in gioco negli impalcati in cui almeno un pannello di solaio possiede la \u00a0propriet\u00e0 di piano rigido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso la struttura non possieda piano rigido le analisi globali potrebbero non arrivare a convergenza, ma anche la struttura reale presumibilmente non avr\u00e0 un comportamento globale in quanto i cinematismi locali precederanno i collassi globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questi casi \u00e8 opportuno procedere con:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li>Analisi delle singole pareti nel piano (Pushover di piano isolando i telai singolarmente);<\/li>\n<li>Analisi dei cinematismi fuori piano;<\/li>\n<li>Analisi Pushover con ipotesi di piano rigido per valutare il comportamento globale della struttura post (eventuale) intervento di consolidamento dei solai.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<h2 style=\"text-align: justify\">Controllo dei modelli PRO_SAM<\/h2>\n<p>Di seguito si riporta una lista di controlli che \u00e8 bene effettuare sia in fase di modellazione che alla fine di essa per facilitare le analisi al solutore:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>1_ CHECK DATI STRUTTURA<\/strong><strong>:<\/strong><\/em> Eseguire spesso il check dati struttura anche in fase di modellazione senza necessariamente esserne giunti al termine aiuta a individuare eventuali errori man mano che si modella. Una volta completata la modellazione si consiglia di nascondere solai e pannelli per assicurarsi che gli elementi strutturali siano correttamente collegati tra loro e non siano presenti labilit\u00e0. Per fare ci\u00f2 pu\u00f2 essere molto comodo utilizzare il comando <em>&#8220;Esploso&#8221;.<\/em><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CheckDatiStruttura-300x173.jpg\" class=\"wp-image-7087 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"288\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7087 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/CheckDatiStruttura-300x173.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"288\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>2_ CHECK SOLAI:<\/strong><\/em> \u00c8 consigliato disattivare la visualizzazione dei pannelli SAM in fase di generazione solai per evitare che questi si aggancino ai nodi dei pannelli SAM, \u00e8 infatti preferibile che i solai colleghino solo gli elementi del telaio SAM. Gli elementi solaio sono molto importanti per le analisi Pushover in quanto, come detto anche da premessa, permettono alla struttura di espletare un <strong>comportamento globale<\/strong> collegando rigidamente tra di loro tutti i nodi appartenenti al medesimo piano. Proprio a causa della loro importanza i controlli da effettuare su questi elementi sono diversi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify\">\n<li><strong><em>Corretta connessione ai nodi<\/em><em>:<\/em><\/strong> pu\u00f2 capitare che nella generazione automatica dei solai alcuni nodi vengano esclusi a causa di impercettibili scostamenti dal piano, o che a essere collegati ai solai siano i nodi dei pannelli SAM e non i nodi degli elementi rigidi sovrapposti ai pannelli. Per verificare questa cosa, selezionare il solaio e fare <em>\u201cTasto DX &gt; Visualizza &gt; Isola Topologia\u201d<\/em> in modo da isolare e selezionare il solaio con i nodi a cui esso \u00e8 collegato, per poi riattivare tutto il modello. Cos\u00ec facendo \u00e8 immediato notare se tutti i nodi presenti in corrispondenza del solaio sono selezionati e quindi collegati al solaio o sono rimasti fuori. Per correggere il problema occorre selezionare tutti i solai e utilizzare il comando <em>\u201cTasto DX &gt; Collega elemento\u201d<\/em>, il software dovrebbe restituire per conferma il messaggio <em>\u201cTopologia modificata per n solai\u201d<\/em>. Ripetere il controllo, nel caso il problema persista occorre generare manualmente i solai incriminati selezionando uno ad uno i nodi corretti.<\/li>\n<li><strong><em>Completezza della mesh dei solai rigidi (poco frequente):<\/em><\/strong> \u00e8 possibile visualizzare le mesh che compongono i piani rigidi tramite <em>\u201cPreferenze &gt; Opzioni elementi &gt; Elementi solaio mesh\u201d<\/em> per verificare che siano complete, in quanto pu\u00f2 capitare che uno degli elementi necessari non venga generato, comportando poi errori in fase di calcolo. Per risolvere il problema \u00e8 sufficiente discretizzare l\u2019elemento su cui poggia il solaio in prossimit\u00e0 della zona esclusa dalla mesh.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MeshSolaio-300x128.jpg\" class=\"wp-image-7086 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"298\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7086 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MeshSolaio-300x128.jpg\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"298\"><\/noscript><\/li>\n<li><strong><em>Scarichi:<\/em><\/strong> Grazie al comando <em>\u201cMostra scarichi\u201d<\/em> attivabile dal contesto di introduzione dati \u00e8 possibile visualizzare gli scarichi dei solai di colore azzurro per i solai appoggiati, viola per i solai a mensola e rosso per i solai che non poggiano da alcuna parte. Oltre allo scarico dei solai il comando evidenzia anche lo scarico dei pannelli SAM che all\u2019occorrenza potrebbe essere rosso: in tal caso, rigenerare le pareti tramite il comando <em>\u201cRIGENERA pareti\u201d<\/em> dal men\u00f9 dei comandi di PRO_SAM che agisce su tutte le pareti visibili.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ScarichiSolai-300x110.jpg\" class=\"wp-image-7078 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"257\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7078 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/ScarichiSolai-300x110.jpg\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"257\"><\/noscript><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Si ricorda ancora una volta di fornire il piano rigido ai solai seppur di spessore minimo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>3_ CHECK IMPALCATI:<\/strong><\/em> Attivare la numerazione degli impalcati per verificare che questi siano correttamente distinti, in quanto il PRO_SAM sceglie automaticamente come punto di controllo della struttura un nodo appartenente all&#8217;ultimo impalcato modellato. La presenza di elementi trave inclinati per la rappresentazione di controventi o di scale comporta l\u2019unificazione degli impalcati connessi dai suddetti elementi sotto lo stesso identificativo, andando di conseguenza a falsare la generazione delle spinte per l\u2019analisi Pushover. Per ovviare il problema si pu\u00f2 valutare di modellare suddetti elementi tramite elementi asta anzich\u00e9 trave, i quali non comportano lo stesso problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Analogamente se la struttura \u00e8 dotata di un torrino o di un vano scale che esce dalla copertura \u00e8 opportuno ometterne la modellazione inserendo invece il carico equivalente sugli elementi sottostanti.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/NumerazImpalcati-300x113.jpg\" class=\"wp-image-7076 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"264\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-7076 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/NumerazImpalcati-300x113.jpg\" alt=\"\" width=\"701\" height=\"264\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>4_ CHECK NODI:<\/strong><\/em> Attivare la numerazione dei nodi e controllare la struttura da vicino per verificare che non siano presenti nodi quasi sovrapposti, ovvero a una distanza molto piccola ma comunque superiore al valore di tolleranza per cui due nodi sono considerati sovrapposti. Se presenti verificarne le causa e unificare i due nodi. \u00c8 anche possibile utilizzare il comando dal contesto di <em>\u201cIntroduzione dati &gt; Preferenze &gt; Tolleranze &gt; Min. Scostamento nodi\u201d<\/em> per aumentare questo valore di tolleranza e unificare i nodi troppo vicini (si consiglia comunque di non eccedere il centimetro).<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/NodiSovrapposti-300x161.jpg\" class=\"wp-image-7075 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"335\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7075 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/NodiSovrapposti-300x161.jpg\" alt=\"\" width=\"624\" height=\"335\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>5_ CHECK SPOSTAMENTI:<\/strong><\/em> Le analisi non lineari possono essere molto onerose dal punto di vista computazionale, quindi conviene eseguire una analisi preliminare con le sole combinazioni dei carichi statici (pulsante 1). Come per tutti i modelli e tutte le analisi, il primissimo controllo deve essere effettuato sulla deformata della struttura sottoposta ai carichi verticali (che potrebbe evidenziare spostamenti elevati dati da una mancanza di vincoli, dalla presenza di elementi orizzontali poco rigidi, oppure elementi non correttamente collegati). Per risolvere eventuali problemi vincolare opportunamente la struttura sia esternamente che internamente utilizzando se necessario elementi infinitamente rigidi per la trasmissione delle sollecitazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>6_ VERIFICA AI CARICHI VERTICALI<\/strong>:<\/em> Sempre con le combinazioni dei carichi statici andare nel contesto assegnazione dati di progetto e verificare la struttura: nel caso in cui buona parte dei maschi murari della struttura risultino non verificati ai soli carichi verticali sar\u00e0 molto difficile che le analisi Pushover riescano a portare dei risultati. Questo perch\u00e9 la struttura, prima di essere caricata con le spinte definite al paragrafo <strong>7.3.4.2<\/strong> delle <strong>NTC2018<\/strong> e in accordo con lo stesso, viene caricata progressivamente con i carichi gravitazionali e nel caso in cui siano questi ad aprire le cerniere plastiche \u00e8 normale che al primo step di carico orizzontale la struttura vada in labilit\u00e0 quasi immediata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>7_ CHECK ELEMENTI IN TRAZIONE<\/strong>:<\/em> Non essendo la muratura resistente a trazione la presenza di elementi maschi portanti con sforzo normale positivo comporta un problema per le analisi, oltre ad evidenziare un chiaro errore di modellazione. Per verificare la cosa occorre isolare tutti gli elementi maschio per visualizzare poi lo sforzo normale su di essi. \u00c8 possibile individuare quelli che vanno in trazione (se presenti) inserendo 0 nel valore inferiore della legenda e premendo poi <em>\u201cRange\u201d<\/em>, cos\u00ec da lasciare a schermo il grafico dello sforzo normale solo dove questo ha valore positivo (aumentare la scala di sollecitazione per facilitarsi). Successivamente bisogna risolvere le cause di questa trazione indagando sugli elementi adiacenti che potrebbero trasmettere sollecitazioni indesiderate (es. parete adiacente ortogonale flessa fuori piano) o sugli elementi inferiori che potrebbero non fornire il corretto supporto (es. maschi privi di vincolo alla base o poggiati su travi di scarsa rigidezza). Per fare ci\u00f2 pu\u00f2 essere utile aiutarsi visualizzando la deformata unifilare.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/TrazioneMaschi-300x194.jpg\" class=\"wp-image-7081 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"599\" height=\"388\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7081 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/TrazioneMaschi-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"599\" height=\"388\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>8_ CHECK SPOSTAMENTI PER COMBINAZIONI SISMICHE<\/strong>:<\/em> Una volta superati i primi controlli si pu\u00f2 procedere alle analisi lineari con carichi semplificati, utilizzando solo 4 casi di carico nelle 2 direzioni principali per entrambi i versi prive di eccentricit\u00e0, in modo da assicurarci che la struttura sia modellata correttamente. Ora si procede con un controllo sulla deformata della struttura sottoposta ai carichi sismici, che \u00e8 gi\u00e0 disponibile prima di eseguire le analisi non lineari e potrebbe evidenziare spostamenti elevati dati da una mancanza di vincoli, dalla presenza di elementi orizzontali poco rigidi, oppure mancata connessione tra le pareti e gli elementi rigidi della struttura. Gli spostamenti per le azioni sismiche sono disponibili prima delle analisi di Pushover perch\u00e9, allo scopo di controllare il modello, PRO_SAP applica una forza sismica con una accelerazione di 1g.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SpostSismici-300x274.jpg\" class=\"wp-image-7079 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"365\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7079 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SpostSismici-300x274.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"365\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>9_ ESCLUDI NON LINEARIT\u00c0:<\/strong><\/em> \u00c8 ora possibile aprire il pannello di controllo di PRO_SAM per eseguire le analisi incrementali attivando l\u2019opzione <em>\u201cEscludi non linearit\u00e0\u201d<\/em>, aprire il monitor analisi e controllare di nuovo la deformata della struttura con comportamento lineare, ma sottoposta ad azioni orizzontali incrementali. Nel caso di esito positivo delle analisi si pu\u00f2 ora rimuovere la spunta appena inserita per effettuare le effettive analisi non lineari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP\/\/\/yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7\" data-src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/EscludiNonLin-300x190.jpg\" class=\"wp-image-7084 aligncenter lazyload\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"323\"><noscript><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7084 aligncenter\" src=\"https:\/\/2si.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/EscludiNonLin-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"323\"><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>10_ SOTTOMODELLI<\/strong>:<\/em> Se una volta eseguiti i controlli precedenti le analisi non arrivano a convergenza o danno spostamenti eccessivi, una buona pratica di controllo consiste nell\u2019eliminare progressivamente parti di struttura per far poi girare le analisi, cos\u00ec da riuscire a localizzare all\u2019interno del modello quali sono gli elementi che ne bloccano il funzionamento. \u00c8 possibile partire eliminando l\u2019ultimo piano e procedendo verso i piani inferiori. Nel momento in cui le analisi forniscono risultati e quindi si identifica il piano in cui \u00e8 presente l\u2019anomalia si procede eliminando solo blocchi di piano e facendo rigirare le analisi seguendo quindi il medesimo principio, fino ad arrivare a determinare il blocco compromesso. Una volta capito in quale zona del modello si trova l\u2019errore sar\u00e0 pi\u00f9 facile effettuare tutti i check precedenti focalizzandosi su quella sola zona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel caso le analisi non arrivino a convergenza oppure diano anomalie nelle curve, si rende necessario agire sui parametri che governano le analisi e che ne possono variare l\u2019esito, come descritto nel seguente <a href=\"https:\/\/2si.it\/it\/analisi-pushover-con-pro_sam-teoria-e-consigli-pratici\/\">articolo<\/a> in cui oltre a chiarire il funzionamento delle impostazioni avanzati del pannello di controllo PRO_SAM viene descritto il procedimento di calcolo delle analisi Pushover per modelli a telaio equivalente di strutture in muratura.<\/p>\n<p><em>Ing. Antonio Limena<\/em><\/p>\n<p><a href=\"mailto:limena@2si.it\">limena@2si.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo post tratteremo alcuni suggerimenti per il controllo dei modelli a telaio equivalente di strutture in muratura create con PRO_SAM,\u00a0plugin\u00a0di\u00a0PRO_SAP\u00a0che si collega al motore di calcolo\u00a0SAM II\u00a0sviluppato dal Professor Magenes e dagli Ingg. Manzini e Morandi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3511,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,53],"tags":[],"class_list":["post-3237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-pro_sam"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3317,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3237\/revisions\/3317"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/2si.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}